domenica 29 aprile 2007

estrapolazioni #2

un altro assaggio da portosepolto. è un pezzo di uno dei sei racconti contenuti nel taccuino. il canto del picchio, di giorgio sannino. molto bello, a parere nostro.

Per prima cosa ho paura. E allora resisto alla tentazione di stringere le mani attorno ai freni, allargo le braccia e ascolto il vento sbattermi in faccia. Mi fa lacrimare e faccio degli occhi due fessure. Dev’essere così, volare: in discesa senza mani come sospeso a mezz’aria. Non faccio che incamerare e sputare, incamerare e sputare. Respiro meglio perché l’aria mi raggiunge in anticipo. Sposto leggermente il peso a destra, poi a sinistra. Evito i tombini e mi rimetto in carreggiata. Immagino che ci sia un binario a segnarmi la direzione. Anche in curva mantengo le braccia larghe, come un aereo. E gli occhi che si bagnano sono adrenalina. E le ginocchia che pulsano sono il motore. Quando attraverso un incrocio penso a quello che mi dice Giorgio. Che a vent’anni non ho paura di morire. Per quello mi piace volare. Quando attraverso un incrocio vorrei che Giorgio fosse accanto a me. O seduto in sella alle mie spalle. Allora sentirebbe. Sentirebbe la paura fottuta che sbuchi il muso di una macchina e lo vedremmo. Lo vedremmo se ho paura oppure no. A vent’anni come a cinque. Una paura fottuta. Certe volte credo di farmela addosso. Immagino il liquido caldo subito farsi freddo e inondarmi i pantaloni, gocciolare sulla catena, lasciare una scia sull’asfalto che sarebbe appena percepibile perché corro come farebbe un airone. Un’aquila. O anche solo un piccione. Li avete mai visti volare i piccioni? Stringono appena le ali e cadono in picchiata. E allora lo faccio anch’io. Chiudo le braccia, incrocio i polsi dietro la schiena, abbasso il busto, metto il mento parallelo all’asfalto. Continuo a guardare la strada ma ora devo mantenere lo sguardo in avanti. È più difficile. Faticoso. E controllo appena l’equilibrio. Il manubrio vibra che sembra staccarsi, non riesco neppure più a deglutire e se lo faccio non sono capace di accorgermene. Non sento più la sella, non sento i pedali. Potrei averli mollati. Sono parte unica con le due ruote. Sono la ruota numero tre. Respiro all’unisono con loro. Sono un piccione senza ali sopra due ruote private dei freni. Sono fuga. E sono cieco. Giorgio mi chiede da cosa scappo e quando lo fa mi guarda negli occhi. Io non scappo, cerco. La mia vita è un’urgenza. Vivo d’urgenze. Non sa capirlo. Non vuole. Non può. Credono che vivere sia un percorso segnato. Credono che esistano delle regole. Quando penso di fare qualcosa di possibile comincio dall’impossibile. Guidare in discesa senza mani curvato in avanti come un pattinatore sul ghiaccio è possibile.

(continua nella versione cartacea di portosepolto...)

casseta popular

è stato bello, decisamente.
il locale era pieno, 62 coperti per la cena, a calcoli fatti.
l'atmosfera era ottima. una sala illuminata dalle candele, sullo sfondo installazioni video, la musica (flauto, effetti vari) puntuale, le letture che sono venute bene.
casseta popular è proprio un bel posto. e ieri sera c'era un sacco di bella gente.
grazie a tutti, di cuore!
ora la prossima tappa del tour sarà martedi primo maggio, in un locale parecchio ambient di ciò che vive la notte a torino.
giancarlo, murazzi del po, a partire dalla mezzanotte. fino a mattina. portosepolto dance night.
ci si vede lì,

venerdì 27 aprile 2007

28aprile2007


portosepolto burro e salvia, portosepolto a lume di candela, si potrebbe chiamare in un sacco di modi, questa serata che sarà una delle più belle del portosepolto tour numero zerozero.

'nsomma, cena a lume di candela con musicisti jazz -sicuro c'è alessandro armando che suona il flauto traverso nei gaetano spiava, poi forse un altro che bene non si sa-, videoinstallazioni -team acquafredda che in realtà sono due fanciulle, valentina lorenzoni ed elena cacciabue-, letture dal taccuino portosepolto -chi se ne occuperà saranno lucio, paolo e con buone probabilità stella.-


è anche una cena, quindi si mangia. menù fisso a prezzo fisso.
il prezzo è 15 euri.
il menù è caratterizzato dauna piatto di antipasti misto, una razione di cous-cous -carne e verdure-, dolce, caffè, vino o acqua. che non è male, come faccenda.
ci vediamo lì. non ci sono posti a gogò, conviene prenotare se qualcuno c'ha l'idea di passare.

il numero di telefono è 011.7071885.
il posto è il bel circolo arci casseta popular, via tripoli 56, grugliasco (to).
l'ora di ritrovo è le 20,45, suppergiù.
ci si vede lì,

giovedì 26 aprile 2007

portosepolto in tour #2

tonite, libreria massena -via massena28- ore 21,15.
presentazione di portosepolto.
all'interno dell'intima cornice di questa piccola libreria nel cuore di torino, ci saranno i bei disegni di ilaria urbinati, le letture di guido catalano ed altri attori, la redazione di portosepolto, la musica di renè aubry, ed alla fine tarallucci e vino per tutti.
venite numerosi, così tanto numerosi da non doverci stare dentro!

venerdì 20 aprile 2007

tour, tappa seconda

venerdi 20 aprile, ore 19.
aperitivo di presentazione portosepolto presso il cpg di strada delle cacce 36.
special guest: losco e tombolosca, con il loro magico spettacolo di burattini le pulizie del circo. che forse non è il titolo esatto, ma il concetto è quello!
a stasera,

giovedì 19 aprile 2007

è andata bene!

ottima serata, in quel di letterature di svolta.
catalano è stato un caterpillar, che non so se si scrive così ma è andato davvero alla grande.
peccato per la poesia "no" che è una delle più bbelle, una delle ultime, ma non ce l'aveva dietro. come dietro non aveva copie del suo libro a sufficienza, che se no ne avrebbe fatte fuori un bel pò!
catalanooooo!
noi, di portisepolti, ne abbiamo smazzati una ventina. che non è poco, anzi!
grazie,

estrapolazioni #1


al fine d'incuriosirvi sempre più, s'è pensato di pubblicare brevi estratti dal numero zerozero di portosepolto. ci va di iniziare con una sintesi proteica e poetica del buon guido catalano, poeta torinese dalle mille sfaccettature, che tra i miliardi di robe che ha fatto c'è anche una preziosa collaborazione al fianco di freak antoni, quello degli skiantos.


la mamma del poeta

avere un figliolo
tra l'altro unico
che vuole fare il poeta professionista
è una roba che una madre
non glielo augurerebbe neanche al suo peggior nemico

la pensione è uno dei chiodi fissi che ha mia mamma
"mamma, la pensione, noi poeti, è una roba che esula,
mamma" le dico
"mamma noi poeti ci fanno le statue, ci fanno le piazze,
mamma noi poeti
la pensione è una roba che mica ci possiamo pensare
che sennò ci scappa via l'ispirazione"

a quel punto lì, normalmente mia mamma
cerca di percuotermi con un mestolo di ghisa
ma quasi mai mi prende

poi si siede e guardando nel vuoto dice:
"carmina non dant panem"
che in italiano corrente significa più o meno
"sì, ma con la poesia col cazzo che ti paghi luce, gas,
telefono,
assicurazione auto, dentista, idraulico, rata del mutuo e/o affitto"

fare il poeta al giorno d'oggi
è un lavoro duro

fare la mamma del poeta, anche
ve lo assicuro
 
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